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NEWS
"Vivrò per sempre" e' un paniere di riflessioni universali e poesie. E' piaciuta oltre ogni aspettativa alla critica (due delle poesie della raccolta sono state premiate) molto inaspettatamente. Due personaggi molto importanti come Alessandro Bertirotti e Carlo Luigi Ciapetti hanno inserito all'interno una loro presentazione.
Il libro "Vivro' per sempre" e' una riflessione sulla vita, sui valori ma soprattutto sulle emozioni di tutti noi, troppo spesso barattiamo noi stessi con cose molto poco importanti e non ascoltiamo il "noi" che sentiamo battere forte ogni giorno. Piu' noi lo disconosciamo piu' lui si fa sentire forte presente didattico.
Il vero ascolto di noi ci porta su binari nuovi veri gratificanti. E' vita vera, vissuta forte, respirata a pieni polmoni nel bene e nel male.
Fonte: Paolo Lorenzoni interviste acquisto
Alessandro Bertirotti ovvero un carissimo amico, un fratello, un grande intellettuale, un uomo con la U maiuscola, personale punto di riferimento per ogni quaestio relativa all'etica.
Ospite e padrone di casa al tempo stesso della nostra pagina etica.
Il suo libro “La mente ama” semplicemente... saggezza da gustare.
Paolo Lorenzoni


Questo libro cerca di svelarci i segreti del nostro ragionamento, come essere umani in quanto tali, per scoprire che le stelle che trapuntano il cielo abitano anche i nostri neuroni.

La mente umana non è il mero risultato del funzionamento neurologico cere­brale: il cervello infatti è un organo del tutto particolare, la cui funzionalità e il cui sviluppo dipende sia da fattori endogeno-fisici, sia da fattori esogeno-culturali.
Per questo ogni essere umano è un vero e proprio mistero, anche dal punto di vista evoluzionistico: infatti, neppure la teoria darwiniana spiega le capacità, abilità e competenze cognitive che la mente esprime. Ciò che la scienza occidentale ha perso di vista è che ogni essere umano è e ragiona in funzione dell’amore. Tutto ciò che gli uomini fanno, coinvolge un lavoro mentale; e la mente opera, descrive e desidera per lo più sulla base di ragionamenti di tipo affettivo. In questo libro si scopre cosa accade dentro di noi, nella nostra mente, quando viviamo, quando instauriamo relazioni affettive con ciò che ci circonda, quando incontriamo l’amore - non necessariamente quello di coppia - e perché lo cerchiamo e lo vogliamo incontrare con tutte le nostre forze. Il nostro volere di fondo, quello per cui esistiamo come persone e come società, è un volere ragionevol-mente amoroso. Il cervello umano contiene le stesse misteriose leggi dell’universo, ed è forse per questo che continua a es­sere l’oggetto più indagato dalla scienza.

Sito web: www.bertirotti.com
Stefania, un' amica, un' artista innovativa, sensibile, intelligente propone immagini fortemente evocative e tocca con la sua indiscutibile vena creativa le corde piu' remote dell'animo di chi guarda.
Suggerisco di visitare il sito e invito a conoscerla da vicino.
A pieno titolo un ospite gradito fra gli amici della nostra pagina etica.
Paolo Lorenzoni


"Vivo la mia arte come un continuo atto di meditazione personale, per il resto terapia. Larte ci cura, è un attività umana che ci riavvicina al sacro"
Stefania Catastini


Nata a Fucecchio nel 1971 in provincia di Firenze, Stefania Catastini, dopo la laurea in architettura ottenuta a Firenze si dedica immediatamente alla libera professione.Architetto, pittore e fotografo, aveva scoperto già da adolescente una forte passione per le espressioni artistiche in genere, sperimentando anche l’arte del performare con il corpo; ma è solo con il raggiungimento delle maturità che riesce ad affermare la propria identità con una metodologia a lei ormai ben chiara.Nei suoi volti s’intuisce una grande energia e forza nel movimento, unita ad un’armonia della composizione e ad una sensualità/emozione molto coinvolgente. Dissolvendo il disegno per evadere dalla forma che incatena la materia, Stefania Catastini tenta di trovare il punto d’incontro che lega il corpo allo spirito dipingendo le emozioni dell’anima.
Sito web: www.stefaniacatastini.it
Intervista dello speciale sulla QUALITÀ all'interno di Leasing Time di marzo 2011
Intervista introduttiva  Paolo Lorenzoni
Parliamo di Qualità e di  “non qualità”. Ci fa un elenco di ciò che è diventato irrinunciabile nel gestire il default di un contratto di leasing?


Secondo il rapporto Doing 2011 della Banca mondiale in Italia il contenzioso per l'anno in corso delle imprese relativamente al recupero del credito ha un  arretrato di circa 6 milioni di posizioni con un incremento previsto per i prossimi 3 anni di ulteriori 3 milioni annui.
La conseguente notevole contrazione nel numero e nella consistenza delle aziende, che ha caratterizzato soprattutto la micro e la piccola impresa, sta toccando pesantemente anche nicchie un tempo virtuose, come il settore immobiliare e il settore nautico.
Questi numeri richiedono soluzioni , e soluzioni rapide.
Dal nostro osservatorio, che fa capo a vari interlocutori leasing di diverse dimensioni operative, notiamo da circa tre quattro anni un progressivo aumento, numerico e percentuale, delle pratiche con un forte incremento dei beni da ritirare, sia per il numero che per la rilevanza del loro “valore storico”.
Purtroppo, stando ai numeri predetti e ai dati di prospettiva relativi a questo settore specifico, ciò tenderà ad aumentare.
Se ci si pone la domanda “Cosa può fare una società di leasing per difendersi ? La risposta non può essere che una sola: “Lavorare da subito alla eccellenza dei processi di gestione del credito e del cespite stesso”.
Ovviamente, in un mercato come quello descritto, ciò non potrà prescindere dall’utilizzo di risorse interne e di strutture esterne altamente qualificate, che abbiano esperienza legale, tecnica, commerciale e logistica non più del solo mercato nazionale ma anche e soprattutto dei mercati internazionali. Strutture operative di questo tipo , specie a contratto risolto quindi in seconda fase , per riuscire ad acquisire le grosse moli di beni e impianti in ritorno nei prossimi anni , dovranno essere ben connotate sui nuovi mercati internazionali: il nostro gruppo, ad esempio, ha creato bacini importanti di richiesta di tecnologia nei Paesi a più alta capacità di sviluppo attraverso accordi con vari partner internazionali ed attualmente è in grado di portare qualsiasi impianto ovunque per il mondo, aggiornandolo, implementandolo ed adattandolo alle esigenze di qualunque richiedente.
Appare, infatti, quindi di fondamentale importanza la disponibilità di una struttura “in housing” specializzata e dedicata o in alternativa di più strutture in “outsourcing” di alto livello, in grado di poter offrire, con una presenza costante, le migliori e più effettive garanzie di un risultato di “qualita'”, accompagnando con competenza la società di leasing loro cliente alla soluzione più conveniente per ogni specifico problema.
Bisogna però fare molta attenzione perché , nei contenuti e nella forma si tratta di materia del tutto nuova e, come accade in questi casi , quando la strada si fa tortuosa e la discesa ripida , i “falsi profeti” che prospettano “soluzioni immediate ed eccellenti” tendendo solo a trarre profitto, con facili speculazioni sulla mancanza di competenza specifica altrui, spuntano come i funghi dopo una giornata di pioggia...
La fiducia non deve quindi essere accordata né per simpatia (i truffatori sono sempre simpatici, se no chi potrebbero truffare ?) né per referenze consolidatesi in anni nei quali la crisi era assai lontana anche solo dal profilarsi: le referenze devono essere oggi solo quelle più recentemente acquisite, reali e dimostrabili.
Risultati e requisiti che le societa' di leasing hanno l'obbligo di verificare scrupolosamente, in termini di :
-    costi ed abilità nei rimpossessamenti extra giudiziali
-    velocità negli interventi con attenzione all'intero processo
  • conoscenza della materia, anche in ambito legale
  • possibilità, reale e non millantata, di smaltire ogni cespite, che si tratti di un impianto di una macchina, che sia piccolo o grande, che sia facile o difficile da vendere.
Cosi' facendo si e' in grado di fronteggiare le criticita' ma anche le opportunita' che offre questo particolarissimo periodo storico.

E quali sono le connotazioni caratteristiche,  gli argomenti e gli alibi di chi resiste?

Una buona dose di frustrazione degli addetti ai lavori interni alle societa' di leasing dovuta all'apparente impossibilita' di gestire una ondata di piena come quella attuale, poi poca propensione all'approfondimento, atteggiamento da cui scaturiscono ovviamente poche idee.
Pochissimi investimenti spesi in ricerca di nuove soluzioni e' un'altra problematica.
La criticità della situazione che stiamo vivendo  in realtà rende esponenziale solo la paura di
perdere soldi e territorio , paura che fa arroccare tutti in posizione di difesa e limita progressivamente il raggio d'azione.
Il coraggio umano alla fine deve essere l'ingrediente fondamentale della ripartenza; la capacita' di rompere le righe e di rinnovare gli schemi deve essere assolutamente e costantemente presente.
La paura di muovere e muovere meglio in un momento in cui non si dedicano risorse alla ricerca del nuovo (una crisi poi dovrebbe stimolare questo), crea terreno fertile per  facili connivenze con strutture eticamente dubbie e molto speculative che ovviamente soffiano sul fuoce delle paure e aggravano con effetto valanga i problemi allargando le perdite delle societa' di leasing.
Quello che mi ha sempre lasciato interdetto, navigando da ormai 25 anni nel settore, e intrattenendo moltissimi rapporti ad ogni livello sia internamente che esternamente alle societa' di leasing, e' il fatto che tutti sono consapevoli di chi, di come e di cosa non funziona e di chi o cosa andrebbe allontanato dal settore, ma l'esigenza di mantenere posizione e status quo alla fine prevalgono sempre. Se fino a qualche tempo fa questo manifesto grado di inefficienza poteva essere digerito, se non altro concettualmente come contraltare di lauti profitti, oggi questo non e' piu' possibile e alla luce della situazione attuale va contrastato con ogni mezzo.

Dov'è il punto nodale  dove collocare l'avvio di un processo virtuoso che, alla fine, porterà risultati migliori, più profittevoli ma anche più etici?

La rinascita a mio modo di vedere deve essere funzione dell'essere umano, del recupero delle sue caratteristiche fisico-spirituali del recupero della sua centralità sia all'interno delle varie comunità sia all'interno degli apparati produttivi del terzo millennio. Le imprese.
L'immaterialità dell'impresa è sotto gli occhi di tutti e viene accentuata nel passaggio dalla seconda alla terza rivoluzione industriale. Valgono sempre di più le conoscenze e le risorse umane e sono sempre meno importanti le risorse materiali e fisiche.
L'impresa è sempre più capacità di lavorare insieme, soddisfare bisogni, perseguire obiettivi, sviluppare potenzialità, produrre e vendere idee e simboli. L'irruzione dell'informatica nella vita dell'impresa, che va appunto nel senso di una smaterializzazione, è solo il fenomeno più evidente di un processo molto più profondo: la presa progressiva di coscienza che a fare l'impresa non sono solo le macchine, le risorse materiali o le strutture, ma sono soprattutto gli uomini. Sono le qualità personali, le virtù morali come il coraggio, la fortezza, l'intraprendenza, l'affidabilità, la prudenza .
Nell'impresa moderna, anche se in modo spesso contraddittorio, proprio a motivo della sua minore "pesantezza" e maggiore "immaterialità" questo può emergere con maggiore evidenza.
Se abbiamo NOI il coraggio di farlo emergere. E torniamo li', al coraggio.
Centralità del lavoro significa centralità dell'uomo nel lavoro, ossia la convinzione che a rendere il lavoro tale è "chi lo fa" e non "cosa fa".
Dopo la dicotomia capitalismo-comunismo forse la nuova pietra grezza su cui lavorare sara' proprio un ciber-umanesimo.
Una rivoluzione culturale che a mio modo di vedere dovra' considerare il lavoro come passione e il profitto come benessere quale via di appagamento dei bisogni e oltre, ossia come finalizzazione di una condivisione reale di progetti, idee e sviluppo che cagiona soddisfazione per chi opera e traina e deve trainare la societa' tutta.

Quali sono le ricette pratiche e più efficaci per cambiare in meglio il nostro comparto?
Un suggerimento che mi sento di poter dare è poi quello di estendere  l’ambito della partnership a tutta la filiera, ossia all’intero processo che va dai primi accenni di sofferenza fino all’archiviazione della posizione. Penso, infatti, che una vera “ottimizzazione” dei processi relativi alle sofferenze possa concretizzarsi solo in una “visione complessiva” delle stesse e non a loro più o meno piccole porzioni.
Parallelamente, dovrà esserci un’attenzione marcata verso la soluzione complessivamente migliore, trascurando le volontà – in questo contesto del tutto erronee – di vantaggi economici che si concretizzano spesso nella richiesta di mille o duemila Euro in più dalla vendita di un macchinario e che finiscono col bloccare - a tutto danno del risultato finale, a volte anche di centinaia di migliaia di Euro!
- l’operatività successiva, trascurando la corretta applicazione della “due diligence”.
Lo “scopo” deve diventare un obiettivo assoluto, portando il baricentro del percorso su una vendita veloce del bene che apra la via all’immediata possibilità di escussione del residuo, alla possibilità di veloce aggressione di eventuali garanzie reali  e “last but not least”, al conseguimento del beneficio fiscale che potrebbe derivare da un corretto, o meglio “ineccepibile”, passaggio a perdita delle posizioni con idonei requisiti. L'ultimo imperativo e' poi evitare in ogni modo possibile e fin dove possibile, il ricorso alla via giudiziale, e anche su questa via abbiamo dimostrato in passato che si puo' far moltissimo.

Una idea, uno slogan che può riassumere questo nuovo scenario?

Non riusciamo a cambiare il mondo?  Iniziamo dal nostro!

Ripartiamo dal cuore
La parola coraggio in fondo deriva proprio da “cuore”.
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